Dott.Metallo

Psicologo - Consulenza e sostegno psicologico online

Psicologo, servizi di consulenza, counselling e sostegno psicologico a Pisa, a Firenze, Online

Psicologo, servizi di consulenza, counselling e sostegno psicologico a Pisa, a Firenze, Online

 

Mi chiamo Giuseppe Metallo.
Sono uno Psicologo che esercita a Pisa, a Firenze, Online e per la mia attività professionale utilizzo lo spazio virtuale, del "vis-à-vis", della relazione a voce e su schermo, delle auricolari con microfono: la videochiamata.

Mi occupo di consulenza psicologica, sostegno psicologico, counseling in un'ottica di gestione e prevenzione dello stress.

Esperto in ascolto e aiuto, indago i contesti delle azioni, esploro motivazioni e risorse; supporto nei momenti di difficoltà, promuovo le capacità di gestire lo stress, la resilienza e l'hardiness.

Sono disponibile a un primo colloquio conoscitivo gratuito.

 

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I miei servizi di Psicologo a Pisa e Firenze

  •  Consulenza psicologica videochiamata, chat, e-mail
  •  Sostegno psicologico per mezzo di videochiamata, chat, e-mail
  •  Promozione e approfondimento delle scienze psicologiche e della psicoanalisi

 

L'EMERGENZA PSICOLOGICA DE COVID-19: COME GESTIRE LO STRESS DI UN PERICOLO INVISIBILE?

L'EMERGENZA PSICOLOGICA DE COVID-19: COME GESTIRE LO STRESS DI UN PERICOLO INVISIBILE?

19/03/2020

 

  • L'ANGOSCIA E IL PANICO NELLA PANDEMIA

Il fenomeno pandemico può essere letto da un punto di vista psicologico sociale e clinico.

Se da una parte c'è una fetta della popolazione, quella già malata o a quotidiano contatto con i malati, che ha a che fare con la realtà dei sintomi, delle strutture sanitarie, della paura della morte reale o di un contagio probabile, dall'altra troviamo chi ha a che fare con un problema diverso: l'affetto prevalente è in questo caso non tanto la paura bensì l'angoscia ovvero, seguendo il punto di vista freudiano, una situazione di attesa del pericolo e di preparazione allo stesso.

Nella fattispecie, l'angoscia è dovuta sia alla natura inconsistente del virus sia al cambiamento delle routine quotidiane.

 

Perchè?

  •  PERCHE' IL VIRUS GENERA ANGOSCIA?

Il virus genera angoscia perchè è una "minaccia non localizzabile". Riprendendo le parole di Recalcati, si tratta di una " presenza invisibile e delocalizzata", che non possiamo, quindi, individuare nello spazio e di conseguenza evitare.

L'angoscia è, dal punto di vista psicologico clinico, legata al panico. Riprendendo un'analogia presente in Recalcati, Freud sostiene che il panico sia una risposta emotiva umana analoga a quello che provavano le truppe quando perdevano il comandante in battaglia: un senso di sbandamento che mette in difficoltà la tenuta dei legami tra i membri dei gruppi.

La perdita delle abitudini quotidiane, del lavoro, analogamente alla morte di un capo in battaglia per le truppe, genera un disorientamento e uno sbandamento delle persone. L'eredità dell'Edipo si esprime anche attraverso i ritmi quotidiani del lavoro (per esempio la sveglia, gli orari), il dress-code (come il dover indossare la cravatta): ciò ci consente, in un periodo storico caratterizzato dal crollo dell'Ideale e dal trionfo dell'individualismo, di dare un senso, una forma alla nostra esistenza.

 

  • LA PREVENZIONE E LA GESTIONE DELLO STRESS E DELLA SALUTE PSICOLOGICA NELLA PANDEMIA

Per mantenere la salute psicologica è importante quindi ricreare, anche in questa situazione d'emergenza, una routine quotidana con delle formalità. Si tratta di alzarsi ad un'ora definita, vestirsi come se dovessimo andare a lavoro (o quasi) per permettere a noi stessi di riorientarci in una dimensione del tutto nuova.
Allo stesso tempo dobbiamo reinvestire le nostre energie, le nostre "leve motivazionali" e spostarle dall'esecuzione dei compiti lavorativi ad altri tipi di attività. Quest'ultime sono spesso le stesse attività che ci mancano quando ci lamentiamo del tempo portatoci via dal lavoro. Esse riguardano le passioni personali, le attività creative (come dipingere, modellare, disegnare, comporre musica, suonare uno strumento, scrivere), le attività artistiche (come lettura, danza, ascoltare musica, guardare film, visitare musei on-line), le attività sociali on-line (le foto di videochiamate di gruppo che girano sui social ne sono un esempio: bello risentire le persone che, a causa degli impegni quotidiani, non abbiamo mai tempo di contattare), le attività formative (lo studio, l'approfondimento di tematiche di interesse, anche legate al lavoro).

Anche il tema della gestione dello stress non è secondario. Le notizie che vengono dai media, dalle persone che conosciamo, la situazione d'emergenza che stiamo vivendo ci mantengono costantemente in uno stato di allerta, pronti all'attacco o alla fuga, che inevitabilmente porta ad un aumento dello stress. Chi conosce e utilizza tecniche di rilassamento come training autogeno, rilassamento muscolare progressivo, yoga, meditazione le può utilizzare, ricordando che in queste situazioni particolarmente attivanti conviene sempre farne uso dopo un'attività che ci abbia permesso di scaricare un po' di energia (ad esempio dopo l'attività fisica). Per chi non ne conosce ancora nessuna, è inutile mettersi ad impararle e ad applicarle subito: non farà altro che aumentare lo stress. In questo caso il miglior modo per gestire lo stress è soddisfare le nostre pulsioni primarie, quelle che Freud individua nell'"aggressività" e nella "libido". La pulsione aggressiva, in assenza dell'attività lavorativa, può essere scaricata per mezzo dell'attività fisica: in rete c'è molto materiale per allenarsi a casa e molti sono i personal trainer che danno consigli a riguardo. La pulsione libidica nella sua componente più istintiva può essere soddisfatta per mezzo di rapporti sessuali o simili, mentre nella sua componente sublimata coltivando le relazioni con le persone amate (amici, famiglia, partner, animali domestici).

LO PSICOLOGO A LAVORO: LO STRESS E IL TRAUMA: LE DIFFERENZE IN PSICOLOGIA

LO PSICOLOGO A LAVORO: LO STRESS E IL TRAUMA: LE DIFFERENZE IN PSICOLOGIA

18/03/2020

 

Lebigot, psicoanalista francese, ritiene che il trauma sia un fenomeno totalmente diverso dallo stress.

 

  • LA TEORIA PSICOANALITICA DELLO STRESS E DEL TRAUMA

"Per comprendere cosa sia un trauma psichico è fondamentale capire cosa sia l'apparato psichico e come rappresentarlo. Freud rappresenta l'apparato psichico come una “vescicola vivente”, cioè un'area contenuta all'interno di una sfera rivestita da una membrana protettiva, chiamata “schermo antistimolo”. All'interno di questa sfera troviamo la rete delle rappresentazioni nella quale circolano piccole quantità di energia che agiscono secondo la legge del principio di piacere. Scopo dello “schermo antistimolo” è filtrare gli stimoli che provengono dall'esterno, respingendo quelli che, superato un certo livello, possono perturbare l'energia interna che assicura il funzionamento dell'apparato psichico.

  • PSICOANALISI DELLO STRESS

Nello STRESS una minaccia esterna pressa sulla membrana, provocando un'alterazione al libero gioco della circolazione energetica nella rete delle rappresentazioni; tale disturbo libera angoscia, la quale va a rafforzare la membrana parastimolo. Nel momento in cui la pressione, che rimane in ogni caso esterna, diminuisce, l'apparato riprende la sua forma iniziale ritornando al suo normale funzionamento. Il ricordo doloroso dell'avvenimento stressante potrà risiedere all'interno dell'apparato psichico ma, trattenuto all'interno della rete delle rappresentazioni, sarà destinato ad evolversi, perdere il suo carico ansioso o subire una rimozione.

 

  • PSICOANALISI DEL TRAUMA

Il TRAUMA, invece, penetra all'interno del nostro sistema psichico e vi si installa come un “corpo estraneo interno”. Esso, di natura completamente diversa dalle rappresentazioni, con la sua carica di energia andrà a perturbare il funzionamento dell'apparato psichico dando origine allo “spavento” (in francese effroi, in tedesco schreck, in inglese fright), uno stato psichico completamente diverso sia dalla paura che dall'angoscia. A causa della sua particolare natura, questa immagine , una volta incistata all'interno, non potrà essere rielaborata dalle rappresentazioni e riapparirà nella coscienza non come ricordo cosciente o rimosso ma restando tale e quale nei minimi dettagli al di fuori della catena temporale. Ciò vuol dire che, quando l'immagine si ripresenterà, per esempio attraverso gli incubi, sarà al presente, come se l'avvenimento si producesse in quel momento, dando luogo alla sindrome di ripetizione.

 

  •  COME VERIFICARE LA PRESENZA DI TRAUMA O STRESS IN CASO DI EVENTI CRITICI?

Nella maggior parte degli eventi traumatici abbiamo contemporaneamente la presenza dello stress e del trauma: all'angoscia creata da una minaccia esterna (stress) si aggiunge un'angoscia proveniente da una minaccia interna (quella dell'immagine traumatica incistata). È molto difficile sapere se un evento critico abbia generato un trauma o delle reazioni di stress, in quanto la natura traumatica dell'evento sarà confermata dal sopravvenire di una sindrome di ripetizione, che potrà sopraggiungere anche a distanza di tempo. È necessario quindi che, intervenendo sul luogo dell'evento, le persone ricevano tutta una serie di informazioni riguardo allo sviluppo di una possibile sintomatologia." (...)

 

dall'articolo "Stress e trauma. Relazione presentata alla seconda edizione delle Giornate siciliane di psicotraumatologia, Piazza Armerina, 21-22 maggio 2011" di François Lebigot in Rivista di Psicologia dell'Emergenza e dell'Assistenza Uminataria numero 9, 2012.

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